La rinascita della LEGGENDA

MAT New Stratos

Manifattura Automobili Torino New Stratos

La rinascita della leggenda dei rally

Manifattura Automobili Torino è una delle realtà più distintive per quanto riguarda il mondo dei progetti speciali in campo automotive. Auto da corsa, One-Off, Few-Off e serie limitate. Fondata da Paolo Garella nel 2014 a Rivalta di Torino, in pochi anni si è già fatta notare per alcuni progetti davvero interessanti. Abbiamo intervistato Riccardo Garella, figlio di Paolo, per farci raccontare qualcosa in più del loro lavoro.
Riccardo come, quando e perché è nata MAT?

MAT nasce nel 2014 da un'idea del fondatore, mio padre, che desiderava creare un luogo dove sviluppare progetti speciali in campo automotive. Negli anni si è evoluta, ma sempre mantenendo quest'idea di luogo dove i progetti speciali vengono realizzati. Non sto parlando di design, ma di concepimento e realizzazione di vetture dalla A alla Z in un luogo unico. Nella nostra storia abbiamo sempre realizzato progetti che hanno fatto parlare di sé e che continuano a essere ancora oggi all'apice di quello che è l'innovazione nel mondo dell'automotive.

Parliamo della Stratos. Come è nata questa vettura e come mai avete intrapreso questo progetto?

La storia della New Stratos è una storia di passione e desiderio. Nasce tutto da un progetto one-off sviluppato da Pininfarina, con mio padre come capo-progetto, per un famoso collezionista tedesco, Stoschek, e suo figlio Maximilian. Entrambi sono appassionatissimi di Stratos e avevano questa idea di ricrearla negli anni 2000. Così hanno elaborato questo progetto one-off, lungo e dettagliato. Ogni singolo dettaglio di stile della macchina è stato analizzato, sviluppato e anche esaltato all'interno di questo progetto.
Tra la fine del 2017 e l'inizio del 2018 MAT doveva decidere che passi fare nella sua crescita e abbiamo contattato Stoschek per sapere se era possibile creare un'edizione limitata della New Stratos. L'idea è piaciuta, quindi abbiamo ottenuto la licenza per sviluppare una Stratos un po' più ingegnerizzata, per poi venderne fino ad un massimo di 25 modelli. Abbiamo lanciato la New Stratos a Ginevra nel 2018, il 2020 doveva essere un anno fondamentale, ma purtroppo il mondo si è fermato. Ad ogni modo non ci siamo mai fermati
Che ruolo ha avuto Stoschek in tutto questo?

L'idea di Stoschek è stata alla base di tutto questo progetto. Con noi ha un rapporto di stima e di fiducia. Noi, per contro, dobbiamo garantire la qualità al nostro prodotto, per questo ne produrremo solo 25 esemplari. Non ci saranno la New Stratos 2.0, né serie limitate, né spider. È un progetto su cui abbiamo investito e che manterrà il suo valore anche per questo. Sono 25 e rimarranno 25.

Come è stata sviluppata?

Lo sviluppo della New Stratos è pensato per ricreare in forma moderna tutto quello che era lo stile e il concetto fondamentale della leggendaria auto degli anni Settanta: passo corto, forma agile leggermente sollevata da terra, peso contenuto, ma anche tutti quei dettagli che erano non solo stilistici ma anche tecnici, come il parabrezza con una visibilità molto ampia, con i pillar molto indietro rispetto al posto di guida. Il concetto di avere tutti i fari dalla parte frontale, la spinta verso il parabrezza, sono tutte caratteristiche che erano state pensate per rendere la Stratos efficace nei rally. Sono stati mantenuti nella New Stratos, ma ci sono anche altre caratteristiche che nella Stratos originale erano più stilistiche che tecniche, mentre ora hanno acquisito valenza maggiore.
Lo spoiler superiore ad esempio ha un effetto aerodinamico per rompere il flusso dell'aria che altrimenti sarebbe caricato troppo sul posteriore della macchina. Altri dettagli stilistici sono stati reinterpretati e portati ai giorni d'oggi, come ad esempio i cerchi, gli specchietti o il portacasco, che rimane una caratteristica della macchina. Internamente abbiamo scelto di mantenere l'idea di Stoschek, ma anche il concetto di base della Stratos, che era una macchina essenziale e senza fronzoli.
Nella nuova Stratos però, al contrario della Stratos originale, il pilota ha più spazio. La carrozzeria è completamente in carbonio, quindi da un punto di vista tecnico e di pesi è molto efficace. Inoltre abbiamo mantenuto il propulsore della macchina di partenza che dà valore a tutto il progetto. Molti particolari sono stati realizzati esclusivamente per questo modello, come ad esempio i cerchi dedicati.

Avete tenuto il motore di partenza, che è quello di una Ferrari F430. Parliamo di questa base di partenza, perché l'avete scelta? Quali opportunità offre e quali svantaggi?

La base di partenza è una Ferrari F430, ma la Stratos non è una Ferrari fatta a pezzi o una Ferrari ritrasformata. Non prendiamo una macchina e ci mettiamo una carrozzeria intorno, questa trasformazione viene fatta secondo certi standard e mantenendo prestazioni e sicurezza. Per quello che riguarda il powertrain noi effettuiamo diversi tipi di personalizzazione in base a quello che chiede il cliente. Tendenzialmente tutto l'airbox è rifatto secondo un nostro disegno, abbiamo rivisto le mappature delle centraline motore, c'è poi lo scarico Capristo e, in generale, la engine bay è rifatta anche in maniera cosmetica, per avvicinarsi di più al nostro ideale di macchina. La scelta di usare il V8 di Maranello è legata alla macchina di partenza. Nel progetto one-off era stata scelta una Ferrari F430 perché aveva un motore aspirato come quello della Stratos. La Ferrari F430 era una piattaforma di pregio e gestibile sotto tanti punti di vista.
Perché avete scelto lo scarico Capristo e come vi siete trovati?

Il collezionista Stoschek aveva scelto lo scarico Capristo perché sinonimo di eccellenza. È una firma importante che fa lavori di un certo tipo, noi ci siamo trovati molto bene da un punto di vista tecnico e di qualità. Essendo la vettura molto curda, soprattutto dal punto di vista dell’insonorizzazione, moltissime persone sono rimaste colpite durante i test drive dalla componente sonora. Alcuni clienti devono mantenere lo scarico stock, ma chiedono comunque il Capristo per farselo montare in alcune occasioni. Anche i terminali sono una firma distintiva del nostro progetto.

Come è stata accolta da chi fa parte del mondo dei rally, dal pubblico tradizionale e dai possessori della vecchia Stratos?

Il mondo del rally non ha avuto una percezione diversa dal resto del pubblico. I possessori di Stratos originale sono stati invece abbastanza colpiti, è un oggetto molto ben rispettato e ammirato perché è molto fedele alla Stratos degli anni '70, pur senza scimmiottarla. Non è una copia, è una reinterpretazione ed è molto rispettosa anche nello stile. Se si prende una Stratos originale e la si mette vicino alla nostra, si può vedere come i concetti fondamentali della macchina siano stati trasposti in chiave moderna. Le proporzioni ci sono, ma le dimensioni sono più grandi, certe caratteristiche rimangono, ma pilota e copilota non si toccano mentre si guida, al contrario in quella vecchia c'era un spalla-spalla.
Per questo genere di progetti ci sono un po' di critiche, ma questa macchina è stata sulle copertine dei giornali dal Giappone agli Stati Uniti, alla Germania, e non so più contare quante visualizzazioni ci sono state tra video e filmati fatti e pubblicati sui social. È stata a tutti i concorsi più importanti in Europa e negli Stati Uniti, e la ricezione del progetto è stata ottima.

Credi che questa sia una evoluzione della Stratos o una cosa completamente diversa?

Non è una evoluzione, è una reinterpretazione in chiave moderna. Volevamo che rispettasse la leggenda della Stratos, conservando alcuni concetti e mantenendone vivo lo spirito. Non è un'aggiunta di carrozzeria ma è un concetto diverso. Si tratta di una macchina molto divertente da guidare, ci piace farla vedere, forse una delle caratteristiche di questa vettura è che è diversa da quelle contemporanee. L'elettronica non è ricercata, la guidabilità anche in condizioni impegnative non è un incubo ma una sfida, e secondo me è un genere di prodotto che sul mercato non c'è. Noi siamo andati verso una nicchia che è "il piacere di guida" e oggi è un progetto che ti dà un bel riscontro. La New Stratos non è un’auto difficile, ma impegnativa. Bisogna conoscerla, ma è l’esatto posizionamento che abbiamo scelto per lei e questa caratteristica seguirà sicuramente anche i nostri prodotti futuri.

Un ringraziamento a MAT e nello specifico a Riccardo per il tempo che ci ha dedicato.

Testo di: Auto Class Magazine
Foto di: Stefano Lelli

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